L'ultima marea

scritto da innuendi
Scritto 20 ore fa • Pubblicato 2 ore fa • Revisionato 2 ore fa
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Autore del testo innuendi

Testo: L'ultima marea
di innuendi

Le mie dita sulla tastiera sono pesanti, ma non tremano. Portano il peso di una vita intera e, proprio adesso che tutto sta finendo, sembrano aver trovato una leggerezza che non conoscevo. O forse non c’è mai stata.

Stanotte c'è solo la luna. Un enorme faro  puntato su di me e su questo vecchio pianoforte piantato nella sabbia, come se fosse sempre appartenuto al mare. Intorno, il buio della spiaggia e il respiro lento delle onde.

Capisco che questa è l'ultima fermata.

La cosa strana è che non mi spaventa per niente.

Non ho mai avuto bisogno di spartiti, non li ho mai sopportati. Le note migliori sono sempre arrivate quando smettevo di pensarci. Lascio che sia il sangue a ricordare al posto mio.

Ne viene fuori una specie di blues ruvido. Sa di terra bagnata, di erba mate bevuta all'alba, di sigarette consumate una dietro l'altra mentre la città ancora dorme. Dentro ci vive quella speranza bastarda che si ostina a restare in piedi anche quando tutto sembra aver deciso il contrario.

Attacco il giro.

Quello che conosco da sempre.

Quello che, senza saperlo, ha raccontato tutta la mia vita.

Cm - Fm - Cm - G - Cm.

Ogni volta che ricomincia lascio cadere qualcosa.

Un amore che non ha trovato il coraggio di restare.

Una notte passata a parlare con il soffitto.

Le mani ruvide di mio padre.

Il viso di mia madre prima di morire

Le strade della mia città all'alba, quando Palermo sembra quasi innocente.

Una fotografia scattata troppo tardi.

Il volto di chi non rivedrò più.

Le dita scorrono sui tasti ormai umidi di salsedine. Ogni accordo è uno scalpello che scava dentro senza fare male.

Una carezza ruvida.

Continuo a suonare.

Non so per quanto.

Il tempo, a un certo punto, smette di esistere. Restano soltanto quei cinque accordi che tornano sempre uguali e, proprio per questo, ogni volta diversi. Come il mare. Come il dolore. Come certe persone che non abbiamo mai smesso davvero di amare.

Poi il cielo cambia colore.

Il nero si scioglie lentamente in un blu freddo. L'orizzonte si apre come una ferita che finalmente smette di sanguinare.

L'acqua arriva piano.

Prima sfiora i piedi.

Poi le caviglie.

Il pianoforte galleggia appena, come se aspettasse quel momento da tutta la vita. Balla con la marea. Le onde attraversano il legno, entrano tra i tasti, trasformano ogni nota in qualcosa che non mi appartiene più.

Io continuo a suonare.

Cm - Fm - Cm - G - Cm.

Ancora.

Ancora una volta.

L'ultimo accordo resta sospeso nell'aria mentre il sole rompe definitivamente la notte.

Il mare continua il lavoro che la vita aveva iniziato molti anni prima.

Mi porta via senza chiedere il permesso.

L'ultima nota rimane sospesa qualche istante sopra l'acqua.

Poi sparisce anche lei.

Quando il sole è ormai alto, sulla spiaggia non resta più nessuno.

Solo un vecchio pianoforte che il mare ha finalmente imparato a suonare.-

G.L. - 2026

L'ultima marea testo di innuendi
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